Questa settimana è stata difficile. Il ragazzo bellissimo veniva assalito dai ricordi delle sue nozze, ed io non sono nè stabile nè forte abbastanza per giocarmene o distoglierlo.
Dentro di me si agitavano solo l'ansia di non sapere cosa stava capitando, la paura dell'abbandono, il pungolo dell'orgoglio ferito per non essere il centro dei suoi pensieri.
Ma come, io volevo parlargli di quando saremmo andati a vivere insieme.. e lui ancora lì?
La mia ansia ne creava a lui, lo vedevo arrabbiato, quasi accusatore. E il mio disorientamento cresceva. Ho dormito non molto.
Ho ricordato quando D. disse (non a me, per carità! Mi è stato riferito come un pettegolezzo dal parrucchiere!) che lui si sentiva troppo importante nella mia vita. Riteneva di essere un ossessione per me. Mi sono sentita condannare come una strega.
Ricordo l'amaro in bocca, di quando rinunciai ad emigrare perchè lo esigeva lui. E ho riavuto in bocca lo stesso amaro, da una parte il dolore, la calunnia, dall'altra il sospetto che forse era vero, forse non sono capace di rispettare me stessa in una storia.
Perchè mettevo ansia anche al ragazzobellissimo. Ma come, ansia? Se sei il mio primo pensiero lo sei sempre.. Sono tornate la delusione e la sfiducia verso me stessa. La solitudine e l'abbandono. "Sta' solo, allora!!"
Ma ad un certo punto tutto è passato. Lui ha fatto uno sforzo, io ho fatto uno sforzo, e la malinconia è evaporata.. E' tornato il ragazzo bellissimo che mi avvolge sul divano, meravigliati entrambi di come comunichiamo nello stesso, fisico, affettuoso modo.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento