Ah ah.. Ele dice che mi vedrebbe così bene con F*!! Inutile, visto l'elemento è proprio che vuol sistemarmi!! In realtà mi trovo bene con lui, mi .. rassicura!
Come faccia a rassicurarmi quell'alcolista che va in giro vestito come Eminem e ogni tanto si stampiglia con la moto da qualche parte.. E' un mistero.
Incredibile, non lo trovo bello (non lo è): mi rassicura. Gli esseri umani sono un laboratorio biochimico imperscrutabile!
Capirei sentirsene attratti... Ma rassicurata???
Era normale che P* mi rassicurasse! mi amava come un'anima, guidava bene, beveva ogni tanto, aveva una vita civilizzata.. Come la mia.
Io lavoro in fabbrica, faccio la dieta, faccio sport, amo ballare, sono socievole sì ma non troppo, anzi un po' timida, amo fare la scema solo se ci sono le amiche di fiducia sennò niente, insomma...
La spiegazione è.. cough cough.. che a volte sulla faccia della terra mi sembrano tutti un po' matti. E lui ha degli evidenti macroscopici difetti, ma quella piccola follia non ce l'ha.
Chiedere "come va?", sorridere il giusto, mettere la mascherina di correttezza.. Non lo fa. E non pare nemmeno trasgressivo, nel non farlo: è così e basta. E pare che questa particolarità l'avverta solo io.. aiuto...
Perchè ormai la mascherina non mi pesa più tanto.. io non vi ho nemmeno combattuto molto contro: è il modo di esprimersi del Piemonte. Ma ah ah lui non ce l'ha e allora non devo metterla neanch'io quando lui c'è: relax.
Normale??
venerdì 23 novembre 2007
mercoledì 20 giugno 2007
Pulsatilla
Grazie Lillina per avermi regalato "La ballata delle prugne secche"..
Se Bridget Jones mi ha fatto sorridere e con Federica Bosco mi sono sentita chiamata in causa, Pulsatilla mi ha fatto impazzire ..
I foggiani non sono come i salentini, o i siciliani, i napoletani, non sono portatori di una particolarità così evidente.. o forse non sono, semplicemente, in grado di esprimerla. Siamo montagnini e agricoltori, diversi dai molisani che, transumando transumando, sono diventati socievoli, dai salentini che, in virtù delle ascendenze greche, hanno ricevuto in eredità una gran voglia di divertirsi..
Epperò siamo meridionali, con una carica di spirito, praticità e disincanto, che mi fa così ridere quando torno a casa e sento il mio dialetto.. non riesco mai a vederla ricreata fuori.
Nemmeno mai mi sono sentita rappresentata nella mia sfiga da sassoni come le protagoniste di "Bridget Jones" o "Mi piaci da morire".. da "La Ballata", invece sì.
Pulsatilla, grazie: mi hai fatto più che ridere: hai messo su carta la mia personalità, le mie origini, la mia famiglia, e tutto quello che penso e non posso mai dire!!
Se Bridget Jones mi ha fatto sorridere e con Federica Bosco mi sono sentita chiamata in causa, Pulsatilla mi ha fatto impazzire ..
I foggiani non sono come i salentini, o i siciliani, i napoletani, non sono portatori di una particolarità così evidente.. o forse non sono, semplicemente, in grado di esprimerla. Siamo montagnini e agricoltori, diversi dai molisani che, transumando transumando, sono diventati socievoli, dai salentini che, in virtù delle ascendenze greche, hanno ricevuto in eredità una gran voglia di divertirsi..
Epperò siamo meridionali, con una carica di spirito, praticità e disincanto, che mi fa così ridere quando torno a casa e sento il mio dialetto.. non riesco mai a vederla ricreata fuori.
Nemmeno mai mi sono sentita rappresentata nella mia sfiga da sassoni come le protagoniste di "Bridget Jones" o "Mi piaci da morire".. da "La Ballata", invece sì.
Pulsatilla, grazie: mi hai fatto più che ridere: hai messo su carta la mia personalità, le mie origini, la mia famiglia, e tutto quello che penso e non posso mai dire!!
Una piccola luce
Talvolta accade il miracolo dell'amore.
Esso non deve essere ricambiato per mantenere la propria forza ed illuminare tutte le cose;
può essere svilito solo con la malafede, la disonestà, la sfiducia. La superbia e il disprezzo. L'ignavia di chi non ha voglia di mettersi in gioco.
Altrimenti, esso è la stessa armonia che ha creato il mondo, la stessa forza, la stessa luce;
La zingarella che talvolta mi è vicina mi chiese di scegliere, tempo fa, se volessi o meno la capacità di amare; mi disse:
" Se dici di no, di sicuro costruirai la tua casa e la tua famiglia e amerai i tuoi figli; il tuo compagno sarà forte e sereno e ti starà vicino, senz'ombre. Costruirai sicurezza e fiducia. "
" Se dici di sì... Vi sarà chi userà il tuo amore per mettersi in luce, sentirsi padrone facendoti del male. Vi sarà chi userà il senso di colpa o di inferiorità per zittirti, perchè la tua luce gli darà fastidio. Pagherai caro ogni errore, subirai e proverai la gelosia, soffrirai per separazioni e incomprensioni.
Sarà difficile costruire fiducia e serenità, perchè ad ogni gesto che non interpreti assai più forte sarà la paura di perderlo che di non comprenderlo.
Talvolta perderai la stima di te stessa, la gioia che ti ha sempre accompagnata. Molte volte guarderai i flutti del fiume, desiderando la morte, e molte volte le montagne ed il mare canteranno la nenia con te, e preferirai l'oscurità e il deserto. "
Scelsi, scommisi e persi, su un amore che per me valeva in un attimo solo tutte le vite che avrei mai potuto vivere; tante stagioni sanguinai senza vita, tanta fu la morte che entrò in me; molto più lungo fu il dolore che la gioia.
Ma quando questo regalo ritorna, rischiara i giorni; non ha bisogno di essere ricambiato perchè la risata del mondo risuoni.. Cantiamo la lirica che ha creato tutte le cose,
al nostro canto rinascono di nuovo terre, fiumi, monti... Le stelle si illuminano di nuova luce, il vento spazza via la polvere, e a questa musica ogni elemento aggiunge la sua danza.
Ogni momento è chiara aurora, come il carro del fuoco lo conducessimo noi, con arguzia e allegria.
A meno che ..non lo si incupisca di scorie, orgoglio, incuria, malafede.
Allora tutta la sua forza sporca come un enorme motore ingolfato, ammorbando l'aria tutta intorno, divorando se stesso come un oscuro, disgustoso ragno.
Esso non deve essere ricambiato per mantenere la propria forza ed illuminare tutte le cose;
può essere svilito solo con la malafede, la disonestà, la sfiducia. La superbia e il disprezzo. L'ignavia di chi non ha voglia di mettersi in gioco.
Altrimenti, esso è la stessa armonia che ha creato il mondo, la stessa forza, la stessa luce;
La zingarella che talvolta mi è vicina mi chiese di scegliere, tempo fa, se volessi o meno la capacità di amare; mi disse:
" Se dici di no, di sicuro costruirai la tua casa e la tua famiglia e amerai i tuoi figli; il tuo compagno sarà forte e sereno e ti starà vicino, senz'ombre. Costruirai sicurezza e fiducia. "
" Se dici di sì... Vi sarà chi userà il tuo amore per mettersi in luce, sentirsi padrone facendoti del male. Vi sarà chi userà il senso di colpa o di inferiorità per zittirti, perchè la tua luce gli darà fastidio. Pagherai caro ogni errore, subirai e proverai la gelosia, soffrirai per separazioni e incomprensioni.
Sarà difficile costruire fiducia e serenità, perchè ad ogni gesto che non interpreti assai più forte sarà la paura di perderlo che di non comprenderlo.
Talvolta perderai la stima di te stessa, la gioia che ti ha sempre accompagnata. Molte volte guarderai i flutti del fiume, desiderando la morte, e molte volte le montagne ed il mare canteranno la nenia con te, e preferirai l'oscurità e il deserto. "
Scelsi, scommisi e persi, su un amore che per me valeva in un attimo solo tutte le vite che avrei mai potuto vivere; tante stagioni sanguinai senza vita, tanta fu la morte che entrò in me; molto più lungo fu il dolore che la gioia.
Ma quando questo regalo ritorna, rischiara i giorni; non ha bisogno di essere ricambiato perchè la risata del mondo risuoni.. Cantiamo la lirica che ha creato tutte le cose,
al nostro canto rinascono di nuovo terre, fiumi, monti... Le stelle si illuminano di nuova luce, il vento spazza via la polvere, e a questa musica ogni elemento aggiunge la sua danza.
Ogni momento è chiara aurora, come il carro del fuoco lo conducessimo noi, con arguzia e allegria.
A meno che ..non lo si incupisca di scorie, orgoglio, incuria, malafede.
Allora tutta la sua forza sporca come un enorme motore ingolfato, ammorbando l'aria tutta intorno, divorando se stesso come un oscuro, disgustoso ragno.
martedì 19 giugno 2007
Io e la mia macchina: spiritosi, gli uomini!
Oggi entravo serafica in Marelli rispettando il vincolo dei trenta orari.. una 147 mi supera con aria un po' incavolata.. diamine sono le otto del mattino e già sei nervoso??
Poi arrivo in ufficio e Caruzzo ( aha era la tua la 147? riguardati e bevi meno caffè! ) mima un attacco epilettico e bofonchia "Se lei fosse l'ultima persona a poter guidare la mia macchina.... Vi prego....
Spingetela!!!"
Non mi curo di lui, perverso piemontese, cosa credi guarda che al primo aumento mi compro la TT! e pongo la questione della spia a forma di rubinetto che si è accesa ieri sera.. sarà la spia dell'acqua??
.. silenzio ...
Ah... l'iniezione?
...
Ma io ho una macchina a benzina...
Caruzzo è inutile che ti fai il segno della croce... Io mica ti prendo ogni giorno in giro per le tue buffe magliette a righine!!!
Va be' ho capito.... è l'iniezione... Bastava dirlo... non c'è bisogno di sgranare il rosario! E comunque ha la forma di un rubinetto.
E poi me la diedero subito la patente, non ho sbagliato neanche una domanda: al pratico, il signore lì, nell'allungarmi il foglietto, mi disse "Signorina, io glie la do la patente.. tutto bene.. però ogni tanto 'sta terza la metta!"
Poi arrivo in ufficio e Caruzzo ( aha era la tua la 147? riguardati e bevi meno caffè! ) mima un attacco epilettico e bofonchia "Se lei fosse l'ultima persona a poter guidare la mia macchina.... Vi prego....
Spingetela!!!"
Non mi curo di lui, perverso piemontese, cosa credi guarda che al primo aumento mi compro la TT! e pongo la questione della spia a forma di rubinetto che si è accesa ieri sera.. sarà la spia dell'acqua??
.. silenzio ...
Ah... l'iniezione?
...
Ma io ho una macchina a benzina...
Caruzzo è inutile che ti fai il segno della croce... Io mica ti prendo ogni giorno in giro per le tue buffe magliette a righine!!!
Va be' ho capito.... è l'iniezione... Bastava dirlo... non c'è bisogno di sgranare il rosario! E comunque ha la forma di un rubinetto.
E poi me la diedero subito la patente, non ho sbagliato neanche una domanda: al pratico, il signore lì, nell'allungarmi il foglietto, mi disse "Signorina, io glie la do la patente.. tutto bene.. però ogni tanto 'sta terza la metta!"
martedì 1 maggio 2007
L'odio
Quanto può essere forte l'odio? Feroce, cieco, di una distruttiva e reciproca consapevolezza. Porta freddo e morte, impedisce di godere il presente e di pensare al futuro. Solo è il passato che marcisce, veloce, sempre più quante più volte i pensieri vi passano sopra come pneumatici sull'erba fresca.L'odio, la rabbia, il rancore, la vendetta, la maledizione. Legati al filo della solitudine, del ricordo amaro di un torto che brucia, mentre gli occhi diventano fessure di fuoco gonfie di orgoglio e dicono "Mai". Dicono "Non farti vedere mai più".echeggia, "mai più", nel mondo ove non esiste perdono perchè odio non si placa mai. Come un vento, un turbine nel deserto del silenzio.
domenica 25 marzo 2007
Lasciatemi morire
Perchè no? Perchè non me lo lasciate fare?
Cosa c'è di così brutto,nel desiderare la morte?
Cosa di così offensivo, verso chi mi ha dato la vita?
Davvero, lo so, non provocherei il benchè minimo dannose scomparissi, se smettessi di esistere, purchè ciò avvenisse in silenzio.
Lo so.. Non v'è bambino che io nutro, non c'è persona cui faccia del bene..sulla mia spalla nessuno si appoggia.
E' così debole il mio attaccamento alla vita,che non fa che offenderne il Creatore.Sono un continuo insulto a coloro che creano,coloro che combattono,coloro che influiscono,coloro che decidono,coloro che amano, e soffrono e guardano in faccia il loro destino e il loro futuro.
Consumo risorse che il mondo, di sicuro, potrebbe impegare assai meglio.
E allora... perchè lasciarmi vivere?Esisto... a malapena. A malapena si sente il mio respiro nell'ordine del mondo,non c'è la mia forza che cambia le cose,non riesco a dirigere nemmeno gli eventi più vicini,non mi toccano nè desideri e nè grandi amori.Non costruisco niente. Non ho una storia alle spalle.
Non ho risate argentine dietro di me.
Alcuni grandi conflitti,tante sconfitte,qualche battaglia vinta e qualche compagno per dei pezzi di strada. Ma non ho cambiato nulla sul mio percorso.
Sono sempre stata accompagnata da paura ed il timore mi hanno accompagnata,essi mi hanno soffocata e paralizzata,ma mai mi sono ribellata a questi compagni,ho lasciato che mi soffocassero senza prendermela troppo.
Ho sempre camminato avvolta in una nebbia sottile,sempre guardato la mia stessa vita come vi assistessi dalla finestra.
E adesso, che ho deciso, pian piano, di smettere di esistere,di smettere di sentire il mio sangue pulsare,in modo sottile, quasi inconsapevole, destino come il destino che è sempre stato più forte,destino come le guerre che non ho mai combattuto,destino come le rivoluzioni cui ho assistito da dietro lo schermo,perchè non me lo lasciate fare?La mia vita non è altro che una giornata di pioggia di cui non sento l'acqua, ma solo i vetri appannati.
Cosa c'è di così brutto,nel desiderare la morte?
Cosa di così offensivo, verso chi mi ha dato la vita?
Davvero, lo so, non provocherei il benchè minimo dannose scomparissi, se smettessi di esistere, purchè ciò avvenisse in silenzio.
Lo so.. Non v'è bambino che io nutro, non c'è persona cui faccia del bene..sulla mia spalla nessuno si appoggia.
E' così debole il mio attaccamento alla vita,che non fa che offenderne il Creatore.Sono un continuo insulto a coloro che creano,coloro che combattono,coloro che influiscono,coloro che decidono,coloro che amano, e soffrono e guardano in faccia il loro destino e il loro futuro.
Consumo risorse che il mondo, di sicuro, potrebbe impegare assai meglio.
E allora... perchè lasciarmi vivere?Esisto... a malapena. A malapena si sente il mio respiro nell'ordine del mondo,non c'è la mia forza che cambia le cose,non riesco a dirigere nemmeno gli eventi più vicini,non mi toccano nè desideri e nè grandi amori.Non costruisco niente. Non ho una storia alle spalle.
Non ho risate argentine dietro di me.
Alcuni grandi conflitti,tante sconfitte,qualche battaglia vinta e qualche compagno per dei pezzi di strada. Ma non ho cambiato nulla sul mio percorso.
Sono sempre stata accompagnata da paura ed il timore mi hanno accompagnata,essi mi hanno soffocata e paralizzata,ma mai mi sono ribellata a questi compagni,ho lasciato che mi soffocassero senza prendermela troppo.
Ho sempre camminato avvolta in una nebbia sottile,sempre guardato la mia stessa vita come vi assistessi dalla finestra.
E adesso, che ho deciso, pian piano, di smettere di esistere,di smettere di sentire il mio sangue pulsare,in modo sottile, quasi inconsapevole, destino come il destino che è sempre stato più forte,destino come le guerre che non ho mai combattuto,destino come le rivoluzioni cui ho assistito da dietro lo schermo,perchè non me lo lasciate fare?La mia vita non è altro che una giornata di pioggia di cui non sento l'acqua, ma solo i vetri appannati.
Loro, sempre loro
"in bocca al lupo per il tuo nuovo lavoro a Milano domani, allora""già.
Spero che i tuoi nuovi colleghi siano tutti carini, liberi e disponibili".
E' bello avere delle amiche così. La favola innanzi tutto.
Io, al solito, remo contromano. Il mio sopracciglio destro coincide con l'androne di casa mentre il mio tono-del-cominco-disincanto fa:"Sicuro. Domani, appena incontro il principe azzurro, arrivo col cavallo bianco sotto casa tua, ti citofono e te lo presento".
Il disincanto, per me, coincide col citofono. Il citofono è la brusca, inelegante realtà. Ne sono così convinta che, sotto casa delle amiche, preferisco lo squillino.
Ma niente. Posso incarnare la mia parte di Desy di Hazzard quanto voglio. L'ultima parola non è MAI la mia."No no. Non devi affatto accontentarti di un cavallo solo. Assicurati che nella macchina ce ne siano un bel po'".
Spero che i tuoi nuovi colleghi siano tutti carini, liberi e disponibili".
E' bello avere delle amiche così. La favola innanzi tutto.
Io, al solito, remo contromano. Il mio sopracciglio destro coincide con l'androne di casa mentre il mio tono-del-cominco-disincanto fa:"Sicuro. Domani, appena incontro il principe azzurro, arrivo col cavallo bianco sotto casa tua, ti citofono e te lo presento".
Il disincanto, per me, coincide col citofono. Il citofono è la brusca, inelegante realtà. Ne sono così convinta che, sotto casa delle amiche, preferisco lo squillino.
Ma niente. Posso incarnare la mia parte di Desy di Hazzard quanto voglio. L'ultima parola non è MAI la mia."No no. Non devi affatto accontentarti di un cavallo solo. Assicurati che nella macchina ce ne siano un bel po'".
martedì 20 marzo 2007
Pensieri di morte
Io volevo morire... solo morire. Nient'altro.
Prima di morire, avevo stabilito di passare quell'anno laggiù, in quel posto meraviglioso sotto le montagne.
Sapevo che laggiù, lontana da tutto e vicina solo al Gran Sasso, avrei dimenticato la morte.
Sfruttando quello stesso entusiasmo ho cambiato città, ma per poco: lontana dalla montagna, la morte è tornata a bussare alla mia porta.
E' vero, vista dall'ottica di costruirsi una vita e una carriera, quel corso laggiù è stato davvero una gran cazzata.
Vista come strumento per rimandare la morte, era perfetto.
Poi, di mio, io amo la vita.
Ci ho provato sino all'ultimo, a sopravvivere. Speravo che per qualche caso avrei evitato la morte...
Speravo che il viaggio, un nuovo amore, un nuovo sogno, un nuovo lavoro, avrebbero alimentato il mio attaccamento per la vita. Mi avrebbero trattenuto qua.
Invece, nuovamente vedo che intorno a me starebbero tutti meglio se, semplicemente, io morissi. i miei genitori sono angosciati per le mie scelte inspiegabili...perchè non sanno cosa potrebbe esserne di me se loro non ci fossero più..Sono angosciati, mentre se avessero una figlia sola sarebbero felici, contenti nonni, le migliori premesse per una grande, allegra famiglia.
Invece ci sono io a stonare, instabile, triste, malinconica, spesso ombrosa e di malumore... Ma forse la morte non è semplicemente mai stato altro che il mio destino, il mio desiderio..
L'università non è stata che una scusa buona per vedere il mondo, per rendere contenti e orgogliosi mamma e papà.
A me, non è costato poi molto seguirla... Era divertente, almeno qualche volta.
Forse ce l'avevo sempre avuto in mente... Dopo la laurea, avrei fatto quelle due o tre cosette rimaste, e poi mi sarei uccisa...Ecco.. le ho terminate.. fa gelo dirlo.
Ero sicura che, se non avessi aspettato troppo, avrei potuto dare a questo mondo più felicità che dolore.
Ho fatto quelle due o tre cosette che mi hanno resa felice, che hanno regalato qualche sorriso in giro.
Le giornate in barca a vela. La gita a Madrid solo femminucce. Il viaggio nelle Cicladi zaino e tenda.
La durissima storia con D., la paura, il morso e i bellissimi momenti con lui.
Il lavoro all'università. Il master sotto le montagne del gran sasso. Un'estate come capo piscina in un villaggio turistico con la mia più cara amica. Le domeniche in snowboard con la cricca di Cava dei Tirreni.
Il viaggio in dodici persone a Valencia.Lo stage nella squadra di security di Telecom Italia. Laggiù non potevo uccidermi. Loro, in qualche modo, dipendevano dalle mie battute.
Mi aspettavano tutte le mattine per andare insieme sull'Aurelia. Andavamo tutti insieme a giocare a calciobalilla all'ora di pranzo. Ero 'fondamentale' per creare quell'atmosfera.
Dal momento in cui mi hanno cacciata da lì sono tornata ad essere un peso, torbido e inutile e grigio. Senza riuscire mai a dare gioia a nessuno.Sono andata via da quella città per non ammorbare l'aria dei miei amici.
Almeno qui do una mano ai miei a pagare l'affitto di casa. Be', se io non ci fossi, l'affitterebbero, guadagnandoci.Il mio solo esistere provoca fastidio e disagio in chi mi circonda.Davvero, ci ho provato, a salvarmi.
Ci ho provato a salvarmi, davvero. In ogni modo. Forse mi manca quel gene che fa sopravvivere. Che spinge a combattere, duplicarsi, costruire.Siamo onesti. Sarebbe infinitamente meglio, più comodo, più sereno, per tutti, se io mi addormentassi una sera per non svegliarmi mai più.
Perdonatemi. Lo so di farvi del male. Ma è solo per non farne di più. E' che io non ce l'ho, quell'istinto lì.
Io lo so perchè virginia si è affogata. Per salvare almeno lui. Che dolore dev'essere stato guardare lui ingrigire dal dolore, giorno dopo giorno, nel vederla così..
Quante volte avrà stretto i denti, dicendo a se stessa : "reagisco, lo faccio per lui.."? Quante volte avrà combattuto e quante volte avrà fallito, vedendo lui sempre più sfiduciato? Allora, avrà detto, salverò almeno lui...
Gli scriverò la lettera più bella che anima possa mai leggere, per sempre si sentirà il protagonista di una grande storia d'amore.
Ne trarrà la forza per reagire, trovarsi una moglie, generare un figlio, vivere.
Costruire.
Invece io eviterò di intristire le vite dei miei fratelli con il pensiero di me.
Se non ci sarò più essi diranno ai loro figli ' Tua zia era una donna speciale, un talento fuori dal comune', useranno la mia figura per le serene storie familiari.
Invece che abbassare la testa, dicendo 'Tua zia, be', lei ha dei problemi' e attaccare subito a parlar d'altro.
Prima di morire, avevo stabilito di passare quell'anno laggiù, in quel posto meraviglioso sotto le montagne.
Sapevo che laggiù, lontana da tutto e vicina solo al Gran Sasso, avrei dimenticato la morte.
Sfruttando quello stesso entusiasmo ho cambiato città, ma per poco: lontana dalla montagna, la morte è tornata a bussare alla mia porta.
E' vero, vista dall'ottica di costruirsi una vita e una carriera, quel corso laggiù è stato davvero una gran cazzata.
Vista come strumento per rimandare la morte, era perfetto.
Poi, di mio, io amo la vita.
Ci ho provato sino all'ultimo, a sopravvivere. Speravo che per qualche caso avrei evitato la morte...
Speravo che il viaggio, un nuovo amore, un nuovo sogno, un nuovo lavoro, avrebbero alimentato il mio attaccamento per la vita. Mi avrebbero trattenuto qua.
Invece, nuovamente vedo che intorno a me starebbero tutti meglio se, semplicemente, io morissi. i miei genitori sono angosciati per le mie scelte inspiegabili...perchè non sanno cosa potrebbe esserne di me se loro non ci fossero più..Sono angosciati, mentre se avessero una figlia sola sarebbero felici, contenti nonni, le migliori premesse per una grande, allegra famiglia.
Invece ci sono io a stonare, instabile, triste, malinconica, spesso ombrosa e di malumore... Ma forse la morte non è semplicemente mai stato altro che il mio destino, il mio desiderio..
L'università non è stata che una scusa buona per vedere il mondo, per rendere contenti e orgogliosi mamma e papà.
A me, non è costato poi molto seguirla... Era divertente, almeno qualche volta.
Forse ce l'avevo sempre avuto in mente... Dopo la laurea, avrei fatto quelle due o tre cosette rimaste, e poi mi sarei uccisa...Ecco.. le ho terminate.. fa gelo dirlo.
Ero sicura che, se non avessi aspettato troppo, avrei potuto dare a questo mondo più felicità che dolore.
Ho fatto quelle due o tre cosette che mi hanno resa felice, che hanno regalato qualche sorriso in giro.
Le giornate in barca a vela. La gita a Madrid solo femminucce. Il viaggio nelle Cicladi zaino e tenda.
La durissima storia con D., la paura, il morso e i bellissimi momenti con lui.
Il lavoro all'università. Il master sotto le montagne del gran sasso. Un'estate come capo piscina in un villaggio turistico con la mia più cara amica. Le domeniche in snowboard con la cricca di Cava dei Tirreni.
Il viaggio in dodici persone a Valencia.Lo stage nella squadra di security di Telecom Italia. Laggiù non potevo uccidermi. Loro, in qualche modo, dipendevano dalle mie battute.
Mi aspettavano tutte le mattine per andare insieme sull'Aurelia. Andavamo tutti insieme a giocare a calciobalilla all'ora di pranzo. Ero 'fondamentale' per creare quell'atmosfera.
Dal momento in cui mi hanno cacciata da lì sono tornata ad essere un peso, torbido e inutile e grigio. Senza riuscire mai a dare gioia a nessuno.Sono andata via da quella città per non ammorbare l'aria dei miei amici.
Almeno qui do una mano ai miei a pagare l'affitto di casa. Be', se io non ci fossi, l'affitterebbero, guadagnandoci.Il mio solo esistere provoca fastidio e disagio in chi mi circonda.Davvero, ci ho provato, a salvarmi.
Ci ho provato a salvarmi, davvero. In ogni modo. Forse mi manca quel gene che fa sopravvivere. Che spinge a combattere, duplicarsi, costruire.Siamo onesti. Sarebbe infinitamente meglio, più comodo, più sereno, per tutti, se io mi addormentassi una sera per non svegliarmi mai più.
Perdonatemi. Lo so di farvi del male. Ma è solo per non farne di più. E' che io non ce l'ho, quell'istinto lì.
Io lo so perchè virginia si è affogata. Per salvare almeno lui. Che dolore dev'essere stato guardare lui ingrigire dal dolore, giorno dopo giorno, nel vederla così..
Quante volte avrà stretto i denti, dicendo a se stessa : "reagisco, lo faccio per lui.."? Quante volte avrà combattuto e quante volte avrà fallito, vedendo lui sempre più sfiduciato? Allora, avrà detto, salverò almeno lui...
Gli scriverò la lettera più bella che anima possa mai leggere, per sempre si sentirà il protagonista di una grande storia d'amore.
Ne trarrà la forza per reagire, trovarsi una moglie, generare un figlio, vivere.
Costruire.
Invece io eviterò di intristire le vite dei miei fratelli con il pensiero di me.
Se non ci sarò più essi diranno ai loro figli ' Tua zia era una donna speciale, un talento fuori dal comune', useranno la mia figura per le serene storie familiari.
Invece che abbassare la testa, dicendo 'Tua zia, be', lei ha dei problemi' e attaccare subito a parlar d'altro.
L'esilio
Se nevica, loro non possono ascoltare.
Se nevica, silenzio è re dei ghiacci tutt'intorno, ognuno si stringe al cuore dell'altro.
A ciascun fiocco puoi respirare, e sotto il bianco abbagliantenessuno può tradire, non esiste vergogna,nè colpa, nè debolezza o desiderio, nè offesa.
Nè debiti, nè meschinità.Nemmeno il mio esilio pesa, se nevica.
Ritorno amica della terra,quella stessa madre che mi cacciò,urlando, che mi condannòa guardare per sempre a terra.
Se nevica, silenzio è re dei ghiacci tutt'intorno, ognuno si stringe al cuore dell'altro.
A ciascun fiocco puoi respirare, e sotto il bianco abbagliantenessuno può tradire, non esiste vergogna,nè colpa, nè debolezza o desiderio, nè offesa.
Nè debiti, nè meschinità.Nemmeno il mio esilio pesa, se nevica.
Ritorno amica della terra,quella stessa madre che mi cacciò,urlando, che mi condannòa guardare per sempre a terra.
Etichette:
ghiacci silenzio la neve se ne frega
domenica 18 marzo 2007
Il processo
Serva, schiava e sposa della vita e del silenzio insieme, figlia del ghiaccio e madre solo della luna.
Per qualcuno sono stata il sole, con un sorriso ho strappato le ombre dagli angoli di qualche bocca che ho dimenticato.
Poi ricevetti un grande regalo, amai.
Vita era per me veder ridere il mio re. Sorrideva il fiume a vedermi passare, vestita di bianco come una sposa birichina.
Respiravo aria tra le tue labbra, diventavo grande per essere più degna regina, divenivo piccola perchè la vita non perdesse il suo sapore.
Puntai. Persi. Il giudice lassù non volle sapere delle onde nel cuore, non contò i sorrisi che coltivai con la mia luce.
Non fece caso alle grida, non vide mai la mia solitudine. Da lassù, dal suo trono che si intravedeva appena tra le nebbie, una voce senza direzione e una sentenza senza scalpore: esilio.
Non più sposa, ero strega. Il mio canto, accolto ovunque come un saluto, divenne sintomo di malefici e maledizioni.Non più luce, ero folle.
L'incantesimo che avevo creato perchè la luce ti avvolgesse sempre, divenne la polvere, sporca, di una ragazzina incapace.Come fu? L'amore divenne colpa.
Per qualcuno sono stata il sole, con un sorriso ho strappato le ombre dagli angoli di qualche bocca che ho dimenticato.
Poi ricevetti un grande regalo, amai.
Vita era per me veder ridere il mio re. Sorrideva il fiume a vedermi passare, vestita di bianco come una sposa birichina.
Respiravo aria tra le tue labbra, diventavo grande per essere più degna regina, divenivo piccola perchè la vita non perdesse il suo sapore.
Puntai. Persi. Il giudice lassù non volle sapere delle onde nel cuore, non contò i sorrisi che coltivai con la mia luce.
Non fece caso alle grida, non vide mai la mia solitudine. Da lassù, dal suo trono che si intravedeva appena tra le nebbie, una voce senza direzione e una sentenza senza scalpore: esilio.
Non più sposa, ero strega. Il mio canto, accolto ovunque come un saluto, divenne sintomo di malefici e maledizioni.Non più luce, ero folle.
L'incantesimo che avevo creato perchè la luce ti avvolgesse sempre, divenne la polvere, sporca, di una ragazzina incapace.Come fu? L'amore divenne colpa.
lunedì 19 febbraio 2007
teatrino
Che ridere.. Mi par d'essere adolescente. Invece sono tutt'altro che pischella.
Io e te... ci sentiamo. Sempre, ogni giorno, come per caso. Se io ti chiamo, tu arrivi. Se ti serve una mano, io accorro.
Protestando "Ma che vuoi? Neanche morta ti do una mano"
Protestando "Ma ce l'hai la testa? Non vedi che la soluzione è questa qua? Che? Te la devo pure procurare io? "
Non fai altro che evidenziare tutti i miei difetti.
Non faccio altro che giocare al pugile quando ti vedo.Non desideri altro che di tornare dalla tua donna.Non desidero altro che di tornare alla mia casa.
Dall'altro capo del mondo.Io sono mobile, irrequieta, inquieta.Tu sei timido, solido, un genietto schivo.Entrambi facciamo finta di essere più adulti di quanto siamo davvero.Entrambi intuiamo che l'altro sa del nostro immaginario.
Un gioco di perle infinito, silenzioso, che cerca di non farsi notare mai.. per sopravvivere più a lungo che può.
Io e te... ci sentiamo. Sempre, ogni giorno, come per caso. Se io ti chiamo, tu arrivi. Se ti serve una mano, io accorro.
Protestando "Ma che vuoi? Neanche morta ti do una mano"
Protestando "Ma ce l'hai la testa? Non vedi che la soluzione è questa qua? Che? Te la devo pure procurare io? "
Non fai altro che evidenziare tutti i miei difetti.
Non faccio altro che giocare al pugile quando ti vedo.Non desideri altro che di tornare dalla tua donna.Non desidero altro che di tornare alla mia casa.
Dall'altro capo del mondo.Io sono mobile, irrequieta, inquieta.Tu sei timido, solido, un genietto schivo.Entrambi facciamo finta di essere più adulti di quanto siamo davvero.Entrambi intuiamo che l'altro sa del nostro immaginario.
Un gioco di perle infinito, silenzioso, che cerca di non farsi notare mai.. per sopravvivere più a lungo che può.
mercoledì 3 gennaio 2007
Claudio
E' sera. Respiro il riposo delle luci soffuse, il silenzio.
Lui è seduto in poltrona, pensoso, non mi vede.
Ispira calore e pazienza, stasera.
Annuso l'aria: non voglio farmi vedere sinchè non so cosa stia facendo.
La mia specialità è rendermi invisibile.
Mi avvicino, piano...La tensione del mondo fuori qui muore, si scioglie.
Mi accoccolo ai suoi piedi, sul tappeto, gli poggio la guancia sulle gambe:"sono triste.."Ma aveva già cominciato ad accarezzarmi i capelli.
Lui è seduto in poltrona, pensoso, non mi vede.
Ispira calore e pazienza, stasera.
Annuso l'aria: non voglio farmi vedere sinchè non so cosa stia facendo.
La mia specialità è rendermi invisibile.
Mi avvicino, piano...La tensione del mondo fuori qui muore, si scioglie.
Mi accoccolo ai suoi piedi, sul tappeto, gli poggio la guancia sulle gambe:"sono triste.."Ma aveva già cominciato ad accarezzarmi i capelli.
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