mercoledì 18 luglio 2012

che cosa mi tocca leggere!

Aumentare l'IVA ha diminuito il gettito IVA... Aumentare i giorni lavorativi farà diminuire i consumi, no?
 
Amici, per far ripartire la crescita dovete DIMINUIRE l'IVA e AUMENTARE i GIORNI FESTIVI (avvicinandoci a USA e Germania, magari?)
 
Invece di scrivere robe come questa :
 
 
Ma, amico, se facendo i conti trovi che camminando consumi -1W cosa pensi, che il conto sia giusto?
Bah..
 

lunedì 25 giugno 2012

azienda

Semplice, no? La mia azienda vuol cambiare sede e condannarmi a tre ore di automobile al giorno.
Chissenefrega di voi. Tanto, i dirigenti non hanno orario, talvolta lavorano da casa, e in ogni caso hanno macchina e benzina rimborsate.
Tanto, i dirigenti sono dirigenti e tu sei solo un numero. Chi si ricorda finanche il tuo nome?

Di rado spero che qualcuno muoia. Ma ora lo sto facendo.
 
Non ce la faccio, è già da un po' che mi va tutto male. Il mio piccolo equilibrio stupido fatto di piccole cose sta per crollare.

mercoledì 28 marzo 2012

la flessibilità del lavoro dipendente e la governance delle aziende

Qualcuno deve spiegarmi perchè, nelle continue discussioni sul mercato del lavoro, non si prende mai in considerazione la governance delle aziende.
Miei cari ministri e presidenti, la possibilità di abusare della flessibilità non dipende tanto da quanto sia disegnata bene la legge.
Dipende molto di più da quanta qualità c'è nella gestione dell'azienda stessa.
 
Bisogna proteggere i dipendenti dagli abusi di un'azienda malgestita, e invece lanciarli "flessibili" verso il futuro luminoso di un'azienda in grado di valorizzarli.
 
La gestione DEVE entrare nella discussione! Premiamo le aziende che gestiscono con elevata qualità e stringiamo i lacci a coloro che sfrutterebbero la flessibilità lavorativa solo per coprire finanziariamente le manchevolezze del management.
 
Inventiamo un modello di lavoro nuovo, più flessibile in entrata e in uscita; applicabile solo a quelle aziende che scelgano di aderire ad una serie di requisiti di qualità.
 
Investimenti in R&D, formazione continua ed efficace del personale, valorizzazione dei giovani, dei laureati, dei talenti.
Non troppo personale in outsorcing o in stage, non troppa differenza tra remunerazione dei manager e remunerazione degli impiegati.
Specchiata attenzione alle discriminazioni e al lavoro e carriere femminili.
 
Ecco quali aziende meritano che venga loro data maggior flessibilità. Prepariamo il trampolino per i soli migliori.
Non le aziende che non investono, che si reggono su clientelismi e abusi e fanno pagare le loro inefficienze a stagisti malpagati.
 Non i vecchi, grigi manager capaci solo di contare le ore ai dipendenti e investirli di burocrazia.
 
Accetto ogni critica e commento, ovviamente.
 
 

mercoledì 21 marzo 2012

Il tempo che cambia e la Freccia Adriatica che non c'è più

Io ho frequentato il Politecnico di Torino per sei anni. Per ognuno di questi sei anni,
visto che a casa lavorava solo papà, ho percepito una borsa di studio.
Abitavo in un collegio che costava tre milioni l'anno.
Pagavo poco di tasse universitarie. Bastava che studiassi, con la media del 25 mantenevo tutti questi privilegi.

Quando non ce la facevo più, prendevo la Freccia Adriatica e me ne tornavo a casa. Era facile. Il 58, poi dieci minuti
fino a Porta Nuova, in biglietteria pagavo cinquantacinquemila lire perchè avevo la Carta Verde.. E via.
Alle ventuno, cascasse il mondo, la Freccia Adriatica partiva, piena di emigranti come me, e al sorgere del sole mi riportava a casa.

Ora non è più così.
Il Poli adesso costa, anche se i tuoi non sono ricchi e tu sei bravo. Ce ne sono poche, mi dicono, di borse di studio.
La Freccia Adriatica, teatro di milioni di chilometri di emigranti, non esiste più. L'ha tolta.
Incredibile, per quelli come me.
Ogni tanto mi collego al sito www.trenitalia.it, perchè ancora non ci credo.
Ogni volta che ci penso piango, come i vecchietti, anche se ho trentatrè anni.
Mi sembra come se adesso ci sia una faglia, una spaccatura a metà dell'Italia, quella che da sempre la Lega immaginava e
noi meridionali ci ridevamo sopra.
Via, siamo noi la forza del Nord, siamo noi la giovinezza del Nord. Non oseranno.
Invece l'hanno fatto.
C'è un muro all'altezza delle Marche, che divide Nord da Sud, poveri da ricchi, mondo industriale da mondo agricolo.

Se alle sei del pomeriggio non ne posso più di Torino, che pure amo, non posso più correre a Porta Nuova.
Adesso, per arrivare a casa bisogna passare da Roma. Con la Freccia Argento. Ci mette quattordici ore e costa novanta euro.
E' questa l'unità d'Italia?
Uno solo che guadagna quanto Creso, ricco e grasso sino a scoppiare, otre rigonfio di privilegi, e gli altri che forse è meglio se vendo la casa?

 

lunedì 27 febbraio 2012

il viaggio

Quest'oggi sul mio sito corporate c'era una frasetta che mi ha riportato alla mente la filosofia di cui vivevo un tempo. Eccola:
"Possiedi solo ciò che puoi portare con te; conosci, paesi, conosci persone. Lascia che sia la memoria la tua borsa da viaggio"
(Alexander Solzhenitsyn)
Talvolta me ne dimentico, ma non possedere vuol dire libertà.
 

venerdì 10 febbraio 2012

scrivere il curriculum emotivo

L'altro giorno la mia amica Sabina mi ha mandato questa poesia di Wislawa Szymborska.. io l'ho trovata bellissima:
 

Scrivere un curriculum (da "Vista con granello di sabbia")

Che cos'è necessario?

E' necessario scrivere una domanda,

e alla domanda allegare il curriculum.

A prescindere da quanto si e' vissuto

e' bene che il curriculum sia breve.

E' d'obbligo concisione e selezione dei fatti.

Cambiare paesaggi in indirizzi

e malcerti ricordi in date fisse.

Di tutti gli amori basta quello coniugale,

e dei bambini solo quelli nati.

Conta di piu' chi ti conosce di chi conosci tu.

I viaggi solo se all'estero.

L'appartenenza a un che, ma senza perchè.

Onorificenze senza motivazione.

Scrivi come se non parlassi mai con te stesso

e ti evitassi.

Sorvola su cani, gatti e uccelli,

cianfrusaglie del passato, amici e sogni.

Meglio il prezzo che il valore

e il titolo che il contenuto.

Meglio il numero di scarpa, che non dove va

colui per cui ti scambiano.

Aggiungi una foto con l'orecchio in vista.

E' la sua forma che conta, non ciò che sente.

Cosa si sente?

Il fragore delle macchine che tritano la carta.

giovedì 2 febbraio 2012

lo stato nell'economia

Pare che il capo di Confindustria abbia detto che lo Stato nell'economia abbia provocato in passato dei "disastri"..
Quanto è cresciuta la redditività di Telecom Italia dopo la privatizzazione? E il suo valore? E il valore dei suoi asset?
 
Forse il capo della CGIL non è dotata di altrettanta presenza scenica, ma non c'è dubbio che abbia ragione: alla base della crisi ci sono capitalisti e imprenditori rapaci.
 
Al Governo non sta di investire, ma di fissare le regole perchè il tasso di diseguaglianza del paese (che si può misurare, mediante il coefficiente di Gini) diminuisca invece di crescere. E non lo stanno facendo. Io vedo solo tentativi di autorizzare la forza bruta nelle aziende.