Qualcuno deve spiegarmi perchè, nelle continue discussioni sul mercato del lavoro, non si prende mai in considerazione la governance delle aziende.
Miei cari ministri e presidenti, la possibilità di abusare della flessibilità non dipende tanto da quanto sia disegnata bene la legge.
Dipende molto di più da quanta qualità c'è nella gestione dell'azienda stessa.
Bisogna proteggere i dipendenti dagli abusi di un'azienda malgestita, e invece lanciarli "flessibili" verso il futuro luminoso di un'azienda in grado di valorizzarli.
La gestione DEVE entrare nella discussione! Premiamo le aziende che gestiscono con elevata qualità e stringiamo i lacci a coloro che sfrutterebbero la flessibilità lavorativa solo per coprire finanziariamente le manchevolezze del management.
Inventiamo un modello di lavoro nuovo, più flessibile in entrata e in uscita; applicabile solo a quelle aziende che scelgano di aderire ad una serie di requisiti di qualità.
Investimenti in R&D, formazione continua ed efficace del personale, valorizzazione dei giovani, dei laureati, dei talenti.
Non troppo personale in outsorcing o in stage, non troppa differenza tra remunerazione dei manager e remunerazione degli impiegati.
Specchiata attenzione alle discriminazioni e al lavoro e carriere femminili.
Ecco quali aziende meritano che venga loro data maggior flessibilità. Prepariamo il trampolino per i soli migliori.
Non le aziende che non investono, che si reggono su clientelismi e abusi e fanno pagare le loro inefficienze a stagisti malpagati.
Non i vecchi, grigi manager capaci solo di contare le ore ai dipendenti e investirli di burocrazia.
Accetto ogni critica e commento, ovviamente.